Dott.ssa Giovanna Azzara

Psicoterapia cognitiva

La psicoterapia cognitiva od orientamento costruttivista considera l’uomo come un sistema di conoscenza la cui funzionalità è determinata dalla capacità di evolvere riorganizzandosi progressivamente.

Sulla base di fattori differenti quali, l’attitudine genetica, lo stile di accudimento delle figure genitoriali, il legame di attaccamento alle stesse, il personale repertorio esperenziale, ogni individuo sviluppa una modalità di assolutamente unica di percepire sé stesso, gli altri e il mondo che lo circonda. E’ così che pur vivendo in una realtà sociale oggettivamente condivisibile (Guidano, 1992), ognuno organizza la propria esperienza soggettiva e tende a mantenere il più possibile stabile la coerenza del suo percepirsi.

Il processo terapeutico secondo la prospettiva costruttivista vede come protagonisti la persona, esperta rispetto al suo modo di pensare, emozionarsi, conoscere, ed il terapeuta come guida del percorso di esplorazione dei temi relativi alla sofferenza.

E’ solo l’instaurarsi di una solida relazione terapeutica che consente ai due protagonisti di incamminarsi verso questo percorso.

Sebbene il principale obiettivo della psicoterapia resta la risoluzione della situazione problematica e dunque il lavoro sul presente, non può essere trascurato il fatto che, il vero cambiamento è possibile soltanto nella misura in cui il soggetto accresce la conoscenza del suo funzionamento. Le teorie di riferimento sono quella cognitivo-evoluzionista di Giovanni Liotti, quella sistemico-processuale di Vittoro Guidano, la teoria dell'attaccamento di John Bowlby e il modello dinamico maturativo di Crittenden.